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Nunziata prima del 1928

La  zona  intorno  Nunziata,  raccoglie  le varietà paesaggistiche  e  climatiche che  caratterizzano  il  Mediterraneo; si notano  infatti  le  coste, le  pianure, le colline e le zone montagnose sulle quali si erge la cima e fumante e maestosa dell'Etna "a Muntagna" in dialetto.

Il territorio mascalese, ricco di bellezze naturali, formato da alture e colline, si eleva dolcemente  tra  il  verde  degli  alberi  dove  si  trovano  i  paesi  di  S. Antonino,  Nunziata, S. Venera, Montargano  e Puntalazzo.  

La  fortuna  di Mascali è legata  alla prosperità del suo vasto territorio ed ha avuto per secoli un ruolo determinate nelle vicende storiche siciliane. 

Nel  settecento  veniva  così  descritta:  La  città  è  attraversata  da  occidente  ad  oriente  dai torrenti  Vallonazzo  e Pietrafucile ed è vicina alla lava dell'Etna, cosiddetta di Scorciavacca ed distante dal mare, n linea retta 1642 canne; la strada  che  va  ad occidente è tutta alpestre e scoscesa e viene ad unirsi con via Ponte, chiamata così perchè esiste un ponte grande dove sotto scorrono le acque del torrente Pietrafucile e che fa comunicare, in tempo di piena di acque piovane gli abitanti di Nunziata con quelli di Mascali. Il suo corso percorre in lungo l'abitato di Mascali e va a finire, con ampio alveo, in mare.

 

 ( una veduta di Nunziata, con in fondo il mar Jonio )

Da Piazza S. Cristoforo, la via Duomo gira il piano della venerabile Chiesa Madre  ed imbocca a destra via Torre dove si trova ubicata un 'antica  torre  che  rappresenta  il  vecchio  carcere  di   questo Comune,  che  sembra essere di struttura gotica.

La suddetta via, dopo  essersi  intersecata  con via  Ponte, fiancheggia un lungo e largo  spazio  in  cui  è ubicata, a breve  distanza da  Nunziata, la fiera  di  S.  Leonardo, famosa  in Sicilia  ed oltre  lo Stretto  per il volume  degl i affari commerciali. 

L'acqua propriamente detta di Mascali viene fornita da due sirgive, una  superiore  ad  occidente nominata "la fontanella", la seconda detta  "fontana grande" e  più  bassa dalla  parte di levante e dista dalla precedente palmi 680. 

Questa è la più considerevole, e sgorga apertamente dalle viscere del   Monte   Bonanno,  mentre   la   fontanella  sgorga dalle falde superiori dello stesso.

Le  sopra  indicate  due acque  servono a  tutti gli usi di  vita degli abitanti  e poi comincia  a scorrere in mezzo a fondi particolari e  serve ad irrigare terreni e ad animare per tutto il corso, sette mulini. Il primo mulino è quello di Gagliano, il secondo è quello  della Piazza, così chiamato  per essere contiguo alla  Piazza della Nunziata, quartiere popoloso per uso del quale l'acqua esce dalla strada. 

Quindi  l'acqua  prosegue  a  scorrere  in  fondi  privati  e  dopo  aver  servito come motore ai due mulini della Croci dei Manganelli  (del primo esistono i ruderi a Nunziata di fronte la "Villetta Gangemi")  perviene all'angolo  di un'antica torre fino  al  mulino  di S. Giorgio e finalmente all'ultimo che si nomina Primo perchè è il primo che s'incontra nella salita di Mascali, venendo da Giarre (questi ultimi tre mulini furono travolti dal magma lavico dell'eruzione dell'Etna del 1928).